Introduzione
a cura di Iris Bozzi e Luisa Clotilde Gentile

La formazione dell'archivio

L'archivio della Fondazione Centro di Studi Alfieriani si presenta come un insieme di fondi di natura diversa, pervenuti a vario titolo da donazioni e da acquisti sul mercato antiquario. Accanto alle Carte alfieriane – a loro volta una « raccolta », ossia un insieme eterogeneo creato a posteriori con carte personali di Vittorio e documenti successivi – si hanno le carte di Tommaso Valperga di Caluso, vale a dire un'altra « raccolta », perlopiù epistolare, e quelle di Francesco Morelli, insieme a veri e propri archivi o « spezzoni » di archivio di natura familiare, riconducibili alla successione Alfieri Bianco – Canalis di Cumiana – Colli di Felizzano.

Qualche notizia genealogica è necessaria per comprendere le vicende e contestualizzare meglio i documenti. Cominciamo con gli Alfieri di Cortemilia, la famiglia di Vittorio: noti anche come Alfieri-Bianco, derivavano da una tra le più antiche e importanti casate del patriziato astigiano. Vittorio (+ 1803), l'ultimo di questo ramo, era figlio di Amedeo e Monica Maillard de Tournon. La sorella di Vittorio, Giulia (1747-1826), sposò nel 1764 il conte Giacinto Canalis di Cumiana. L'archivio Alfieri seguì così la successione nei Canalis (peraltro preceduta da una donazione tra vivi effettuata nel 1778 da Vittorio Alfieri a favore della sorella). Estintisi i Canalis nei Colli Ricci di Felizzano, all'inizio dell'Ottocento, Clementina Colli vendette a Galeazzo Cora un consistente gruppo di lettere dell'Alfieri, di Giacinto e Giulia di Cumiana, di Luisa d'Albany, di Francesco Elia (all'epoca concepite come « autografi » ed estrapolate dal loro contesto archivistico). Il figlio di Galeazzo, Luigi Cora, nel 1970 donò tale raccolta alla Cassa di Risparmio di Asti, che ne fece a sua volta dono al Centro di Studi Alfieriani1.

Sempre da casa Colli sarebbero pervenuti al Centro i vari archivi familiari degli Alfieri Bianco, Cambiano di Ruffia (famiglia estinta negli Alfieri), Canalis di Cumiana e Colli di Felizzano. La Cassa di Risparmio, poi, acquistò sul mercato antiquario altri documenti, ad esempio la cosiddetta« raccolta Baillou », pervenuta nel 1971 dalla libreria Gonnelli di Firenze1. Questi nuclei documentari andarono ad aggiungersi ai « cimeli alfieriani » ceduti dal Comune di Asti, al quale erano pervenuti nel 1923 e negli anni seguenti dalla Biblioteca Municipale di Montpellier2.

Le varie sedi di conservazione; i fondi digitalizzati della Fondazione

A causa delle vicende che portarono alla chiusura nel 1996 del Museo alfieriano, l'archivio venne così smembrato in tempi diversi tra complessi documentari affidati a tre differenti sedi di conservazione:

  • il Centro Studi, poi Fondazione Centro di Studi Alfieriani;
  • l'Archivio di Stato di Asti, a seguito di deposito effettuato nel 2000 dalla dott.ssa Carla Forno;
  • l'Archivio Storico della Città di Asti, per pochi documenti.

In attesa dell'auspicata ricomposizione dell'archivio in un unico luogo di conservazione, sul sito della Fondazione Centro di Studi Alfieriani gli studiosi possono per ora accedere alla digitalizzazione di due dei suoi fondi più importanti: - Carte Alfieriane. Raccolta di carte personali e corrispondenza di Vittorio e di Luisa d'Albany, in parte estrapolate dall'archivio della famiglia Alfieri Bianco, in parte donate, in parte ancora acquistate sul mercato antiquario; vi sono inoltre documenti successivi di argomento alfieriano o letterario in genere, pervenuti a vario titolo al Comune di Asti o al Centro Studi. Il fondo consta di 290 unità archivistiche, conservate in 11 scatole, e copre un arco cronologico che va dal 1759 alla prima metà del XX secolo.

- Carte di Tommaso Valperga di Caluso. Scritti e corrispondenza del letterato e scienziato abate Tommaso di Caluso (1737-1815), amico di Vittorio Alfieri ; alcuni di argomento più spiccatamente alfieriano, altri più legati ai vari interessi del Caluso. Il fondo consta di 386 unità archivistiche, conservate in 7 scatole, e copre un arco cronologico che va dal 1772 al XIX secolo.

Ordinamento e descrizione dei documenti

Il presente ordinamento è stato effettuato nel 2008-2010 da chi scrive, dietro iniziativa della dott.ssa Carla Forno, allora direttrice del Centro, e grazie al progetto di recupero e conservazione degli archivi storici della Provincia di Asti (L. 8 novembre 2002, n. 264). L'archivio del Centro, benché in disordine, era comunque stato condizionato in modo ottimale nel 2007 ad opera di Gianni e Andrea Buoso, che avevano proceduto anche al restauro e consolidamento delle carte. Del precedente elenco dei documenti, parziale, non sempre preciso né omogeneo, si è comunque tenuto conto per attribuzioni e riferimenti alfieriani. Si è mantenuta traccia delle segnature originarie (con un numero romano indicante la scatola in cui era conservato il documento e un numero arabo indicante il fascicolo) per facilitare l'identificazione di documenti citati in opere antecedenti al riordino. La collocazione attuale è invece indicata da un numero arabo che rinvia alla scatola in cui l'unità archivistica è conservata. Al riordino è seguita ora, per volontà dell'attuale presidente, la prof.ssa Mariarosa Masoero, la digitalizzazione di alcuni


1 Cfr. L. Caretti, Le carte alfieriane della raccolta Cora, Pavia 1960; Id., Studi sulle lettere alfieriane, a c. di A. Fabrizi e C. Mazzotta, Modena 1999, pp. 68 nota 5, 113, 119-131.

2 Ibidem. L’esiguo fondo « Baillou » comprende alcune lettere e carte del periodo fiorentino, appartenute ai baroni Giovanni e G. Alberto de Baillou. Nello stesso acquisto ricadevano tre incisioni con il ritratto di Alfieri; locazioni e inventari di beni degli appartamenti occupati da Alfieri e Luisa d’Albany nel palazzo Gianfigliazzi sul Lungarno a Firenze, unitesi alle carte dei Baillou, in momento imprecisato e presumibilmente in casa Gianfigliazzi.

3 A. Barolo, Le carte alfieriane di Montpellier ad Asti, Torino 1936; cfr. inoltre Archivio Storico del Comune di Asti, Serie A-P, Lettera A, Archivi diversi, nn. 525, 529, 555.

4 Cfr. M. Cassetti, L’archivio della famiglia Colli Ricci di Felizzano e altri archivi di famiglie nobili aggregati, memoria dattiloscritta presso l’Archivio di Stato di Asti.


ricerca testuale


manoscritti presenti sul nostro data base 891

Regi ordini e biglietti inviati a Giovanni Battista Alfieri di Cortemilia (Torino; Venaria – 1729, maggio 8 – 1738, agosto 9)

Regi ordini e biglietti inviati da Carlo Emanuele III, re di Sardegna, a Giovanni Battista Alfieri di Cortemilie, cavaliere di Malta e comandante del castello di Milano e del forte di Villafranca


Lettere inviate a Giovanni Battista Alfieri di Cortemilia (1734, giugno 12 – 1735, gennaio 1)

Lettere inviate al cavaliere Giovanni Battista Alfieri di Coretmilia dal marchese Fontana e da [...] De Carolis


Note del fardello di Monica Maillard, vedova Cacherano e moglie del conte Alfieri (Torino – 1745, settembre 27 – 1745, novembre 10)

Due note del fardello e una del "paniere galante" di Monica Maillard de Tournon, vedova Cacherano e moglie del conte Alfieri


Quietanza di Eleonora Saluzzo Maillard de Tournon al conte Alfieri (1745, novembre 19)

Quietanza di Eleonora Saluzzo Maillard de Tournon (ava materna di Vittorio Alfieri) al conte Alfieri



Arch. Benedetto Fassio, planimetria dell'appartamento al piano nobile del palazzo Alfieri - di Cumiana ad Asti (in cui nacque Vittorio Alfieri) (Asti – 1797, luglio 10)

Foglio con la "pianta dimostrativa dell'appartamento al piano nobile vacante di S. E. la signora contessa Alfieri di Cumiana, nella città d'Asti", sottoscritta dall'architetto e regio misuratore Benedetto Fassio: planimetria dell'appartamento natale di Vittorio Alfieri