• Alfieri e il territorio
    Alfieri e il territorio
    L’astigiano e le sue colline

ORGANI ISTITUZIONALI

Come da Statuto (art. 4), sono organi della Fondazione «Centro di Studi Alfieriani»:

Il PRESIDENTE
Mariarosa Masoero (Università di Torino)

Il CONSIGLIO DIRETTIVO per le attività culturali
Mariarosa Masoero, presidente della Fondazione

Gian Mario Anselmi (Università di Bologna)
Alberto Beniscelli (Università di Genova)
Simona Costa (Università di Roma)
Patrizia Pellizzari (Università di Torino)
Francesco Spera (Università di Milano)

Il CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Mariarosa Masoero, presidente della Fondazione

Carlo Cerrato, consigliere, rappresentante Regione Piemonte
Renato Gendre, consigliere, rappresentante Provincia Asti
Alberto Ghigo, consigliere, rappresentante del Comune di Asti
Luca Mogliotti, consigliere, Presidente dell’A.T.L. Asti Turismo
Paola Malabaila, consigliere, rappresentante Unione Industriale
Erminio Renato Goria, consigliere, rappresentante Camera di Commercio

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Renzo Remotti, presidente, nomina ministeriale
Antonina Chiarenza, membro, nomina ministeriale
Paolo Mastrocola, membro, nomina prefettizia
Download documenti

Percorsi tematici

Le biblioteche

Nella Vita (II 2), ad Alfieri bambino, da poco entrato nell’Accademia Reale, «capitò... alle mani» un’edizione delle opere di Ariosto in quattro tomi, non acquistata «perché danari non avea», ma probabilmente barattata, «un tomo per volta», con un compagno in cambio del mezzo pollo che quasi ogni domenica veniva servito ai convittori. È questo il primo libro posseduto personalmente dal poeta, di cui egli dia notizia. A questo «Ariostino», presto sequestrato da un occhiuto assistente e riconquistato, di nuovo «un tomo per volta», «rubandolo [...] al sottopriore» [leggi tutto]

Il teatro

sezione in allestimento

I viaggi

Nel 1766, finalmente uscito dalla “gabbia” dell’Accademia Reale, Alfieri subito intraprende – dopo i brevi spostamenti dell’adolescenza – il primo vero viaggio attraverso l’Italia, insieme ad alcuni ex compagni di studi, a «un aio inglese cattolico» (il cavalier Bulstrode, secondo Angelo Fabrizi) e al cameriere Francesco Elia. Da quel momento i viaggi impegneranno gran parte della giovinezza del poeta, che visiterà l’intera Europa. Sospinto da una continua inquietudine e dall’insoddisfazione, sempre in vorticoso movimento (in carrozza, a cavallo, su «battelletti»), [leggi tutto]