Si presume che il cognome Alfieri sia di origine germanica e non abbia attinenza, pertanto, con il termine alfiere, nel senso di “cavaliere portabandiera”, “vessillifero”, di derivazione spagnola e araba. Vittorio Alfieri riteneva, invece, che il suo cognome derivasse dal latino aquilifer, ovvero “portatore dell’insegna militare dell’aquila”; il poeta mostra questa convinzione in un sonetto del 13 febbraio 1795, composto a Fiesole, in cui, alludendo all’aquila rappresentata sullo stemma della propria famiglia, afferma: «Da tal nobile augello io ’l nome piglio».

Giosuè Carducci accolse questa etimologia e la sfruttò poeticamente nell’ode patriottica Piemonte. Nella rassegna delle gloriose città piemontesi, Asti spicca per avere dato i natali ad Alfieri, cantore di valori eroici: «Venne quel grande, come il grande augello / ond’ebbe nome».

Le prime attestazioni storiche relative agli Alfieri, di parte ghibellina, risalgono alla seconda metà del XII secolo, quando Tommaso Alfieri viene citato fra i superstiti della città, distrutta da Federico Barbarossa (1155). Nel 1214, il figlio di Tommaso, Manuele, 

partecipò alla quinta Crociata. Nel corso del Duecento i figli di Manuele, Guglielmo e Alferio, mercanti e banchieri, accrebbero considerevolmente le ricchezze famigliari e diventarono personaggi autorevoli della vita politica astigiana. Nel corso delle mutevoli e complesse vicende storiche cittadine, gli Alfieri ricoprirono molte cariche istituzionali e acquisirono feudi (fra il 1240 e il 1242 acquistarono ed ebbero l’investitura del feudo di Magliano).

Fra i discendenti di Guglielmo vi furono Antonio (XVI sec.), capostipite degli Alfieri Bianco detti poi anche Alfieri di Cortemilia, e il di lui fratello Lodovico, da cui derivò il ramo degli Alfieri di San Martino, poi (dal 1747) marchesi di Sostegno. Sarà invece da un discendente di Alferio, Catalano Alfieri (1602?-1674), che avrà origine il ramo di Magliano e Castagnole delle Lanze.

Vittorio Amedeo Alfieri (tale è il nome completo del poeta) appartenne al ramo dei conti di Cortemilia.

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