In occasione del centesimo anniversario della morte di Piero Gobetti, avvenuta a Parigi, dove viveva esule, nella notte fra il 25 e il 26 febbraio 1926, si moltiplicano le occasioni di rilettura e interpretazione della poliedrica personalità di questo giovane intellettuale, che, nato nel 1901 a Torino, durante la sua breve vita lasciò una straordinaria testimonianza di impegno e passione morale e politica, aggregando attorno a sé le energie di altri amici preziosi in campo editoriale, letterario,  artistico. 

L’intensa mattinata che si svolgerà a Ferrere d’Asti, sabato 18 aprile, fortemente voluta dal Sindaco, Silvio Maria Tealdi, rappresenta una di queste occasioni preziose, sia per un ulteriore approfondimento, sia per la scoperta della breve e intensa esperienza di Piero Gobetti nella Torino degli anni Venti del Novecento, eppure attuale per l’intransigenza morale nella difesa dei diritti civili. 

Una particolare attenzione è stata portata dalla critica all’ “alfierismo” di Gobetti, alimentato dalla profonda riflessione condotta lavorando alla sua tesi di laurea, La filosofia politica di Vittorio Alfieri, da lui stesso pubblicata, in veste di editore, nel 1923, analisi del liberalismo di Alfieri, inteso come slancio interiore fortissimo. Di qui, il nesso fra libertà e sapere, fra libertà e creazione, la celebrazione del «forte sentire», l’affermazione della superiorità del fare sul dire.  

Con questo intento, gli interventi programmati offriranno una rilettura a più voci della biografia umana e intellettuale di Piero Gobetti.